Continuano a peggiorare i fondamentali economici della valuta americana, l'ammontare del debito internazionale americano è in ottobre salito del 6,26% rispetto al mese precedente, superando ulteriormente l'aumento record del 4,06% già verificatosi a settembre.
Il debito pubblico, soprattutto quello internazionale, è uno degli elementi economici fondamentali per quanto riguarda i rapporti di cambio, in quanto ad un suo aumento probabilmente segue un indebolimento della valuta di riferimento in maniera da renderla più appetibile sui mercati internazionali del credito.
Come si nota dal grafico, aggiornato ad ottobre, il cambio del dollaro nei confronti dell'euro non ha invece ultimamente rispettato queste aspettative ma è probabile, nel caso il debito continuasse a salire come tutto lascia prevedere, che il dollaro possa indebolirsi nuovamente.
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Nel dollaro non crediamo
Ancora non arrivano segnali di ripresa dall'economia americana, anche i dati sulle variazioni delle scorte nel mese di ottobre non lasciano intravedere per il momento un periodo positivo.
Seppur siano scese rispetto al mese precedente dello 0,6% le scorte rimangono infatti elevate in quanto a crollare sono soprattutto le vendite, scese del 3,5%
rispetto a settembre, un record negativo dal 1992 ad oggi.
Nei grafici a fianco, i quali riportano le variazioni rispetto all'anno precedente, si può infatti notare come ad un calo verticale delle vendite deve ancora far seguito una conseguente riduzione delle scorte, almeno per quanto riguarda la produzione ed il commercio all'ingrosso.
Il presidente dell'Ecuador Rafael Correa ha annunciato il mancato pagamento degli interessi sul debito che avrebbero dovuto essere versati venerdì. L'Ecuador è così tecnicamente in default per la terza volta negli ultimi 14 anni.
Le preoccupazioni degli investitori internazionali non sono però rivolte soltanto al debito dell'Ecuador il quale è relativamente piccolo e si assesta intorno ai 3,9 miliardi di dollari contro i 100 miliardi di debito del default dell'Argentina nel 2002.
Ad incutere timore sugli investitori sono invece le dichiarazioni di Correa il quale ha giustificato il default definendo il debito "immorale ed illegale" e portando a sostegno di questa tesi uno studio effettuato dal ministero dell'economia sull'andamento del debito in 30 anni (dal 1976 al 2006).
Permangono quindi i dubbi che non si tratti semplicemente di un default come ne sono accaduti in passato per mancanza di fondi, ma, dopo la statalizzazione dei fondi pensione privati in Argentina, di un altro passo nel processo in atto in Sud America di dismissione del sistema economico-finanziario(per il momento) e monetario (in futuro) di stampo americano.
documenti:
Auditoria de la deuda interna publica del Ecuador
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L'Argentina nazionalizza i fondi pensione
Il Regno Unito è diventato peggiore in quanto a rischio di credito che McDonald's e un gruppo di altre grandi compagnie, rivela un grafico prodotto per The Independent.
Il collasso nel rischio di credito del Regno Unito si è verificato negli ultimi due mesi e mezzo, da quando il governo garantì il sistema bancario e decise di contrastare la recessione. Investire nel debito pubblico britannico è al momento circa due volte più rischioso che comprare obbligazioni di McDonald's, secondo il mercato dei credit default swaps, i quali garantiscono un'assicurazione agli acquirenti di questi titoli.
Il debito pubblico delle grandi economie come il Regno Unito è normalmente considerato più sicuro delle obbligazioni corporate. Malgrado ciò, il 29 settembre, il costo per acquistare l'assicurazione contro il default a cinque anni del Regno Unito è diventato più caro che l'assicurazione equivalente per la catena di hamburger statunitense ed ha successivamente superato Kellog's e Coca-Cola, secondo i dati di Bloomberg.
Il costo di assicurazione sul debito del Regno Unito è aumentato in quella data, in quanto il governo nazionalizò Bradford & Bingley, incrementando il pericolo che lo stato avrebbe dovuto salvare l'intero sistema bancario.
Il costo per assicurarsi per un anno contro il rischio di default a cinque anni di 10 milioni di sterline è salito da meno di 30000 sterline a 120000, rispetto ad un prezzo di 77000 sterline per proteggersi contro il default di McDonald's.
Il costo dell'assicuraione contro il default sui titoli del debito pubblico aumentò di nuovo a metà ottobre dopo che il governo annunciò il suo piano di salvataggio senza precedenti del sistema bancario, che ha visto la Royal Bank of Scotland già in parte nazionalizzata.
I movimenti straordinari nel mercato dei CDS rifletto anche le preoccupazioni riguardanti l'alta leva finanziaria dell'economia britannica, che sta scivolando verso una recessione che secondo il Fondo Monetario Internazionale potrebbe essere peggiore che negli Stati Uniti.
Il mercato dei CDS si è dimostrato discutibile da quando si è allargata la crisi finanziaria in quanto esso ha accresciuto i campanelli di allarme riguardanti la salute finanziaria delle compagnie, ma allo stesso tempo esso è opaco ed illiquido ed è diventato un mezzo per scommettere contro le compagnie stesse da parte degli speculatori. Gli investitori usano anche i CDS per proteggersi contro altri rischi come il prezzo delle azioni, il che significa che i prezzi possono riflettere anche altri fattori oltre al rischio di credito.
Ma gli analisti dicono che il cambio drammatico nel rischio di credito del debito del Regno Unito rappresenta comunque un forte cambiamento della fiducia degli investitori nell'economia britannica. Il costo per assicurarsi similmente contro il default della Germania è di 51000 sterline, inferiore a quello del Regno Unito, della Francia costa 61000. Il Regno Unito è ritenuto più sicuro dell'Italia che costa 191000 sterline e della Russia, i cui CDS contano 784000 sterline.
Sean Corrigan, capo-investimenti a Diapason Commodities Management in Svizzera, dice: "Per il Regno Unito avere questo rischio di credito è in qualche maniera assurdo ma il mercato sta usando questi strumenti per esprimere la sua visione riguardo la posizione finanziaria di alcuni paesi. Questo è accaduto da quando la situazione finanziaria è peggiorata ed i passi presi dalle autorità fiscali e monetarie sono diventati meno responsabili."
La Banca d'Inghilterra ha invertito la rotta da settembre, riducendo il tassi di interesse tre volte fino al 2%, il tasso più basso dal 1951, con i mercati che prevedono che i tassi possano scendere fino a toccare lo zero fintanto le autorità cercano di sostenere le economie e contrastare la deflazione. Il mese scorso il Cancelliere ha annunciato che il governo aumenterà la spesa e ridurrà le tasse a breve termine per cercare di fermare una lunga e profonda recessione.
Il mercato liquido del debito da un'immagine differente, con il Regno Unito ritenuto più sicuro che McDonald's e altre compagnie. Gli analisti dicono che questo potrebbe in teoria indurre gli investitori ad effettuare arbitraggi tra i due mercati. "Sembra folle, è folle, ma rappresenta i compratori ed i venditori e come funziona il mercato dei CDS al momento".
Britain worse credit risk than McDonald's
Il Baltic dry index è un indice quotato a Londra sul Baltic Exchange che rileva l'andamento dei prezzi di spedizione tramite nave delle materie prime sulle rotte mondiali più utilizzate.
L'indice è forse uno dei migliori indicatori in tempo reale dell'attività economica e soprattutto di quella parte di economia che ha le sue fondamenta sulla globalizzazione dei mercati.
Nei grafici a fianco si può chiaramente notare che è proprio questa fetta di economia a soffrire maggiormente, l'indice ha infatti perso il 95% dai massimi registrati nel mese di giugno ed è ora su livelli minimi storici risalenti alla metà degli anni '80.
Possono sei mesi di crisi finanziaria cancellare vent'anni di globalizzazione?
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